Andrea Parisse e la UILPOST – Parte 2

Oggi è fine agosto ed è un gorno di pioggia. Ma il Centro ricerche Toni Destro non va in vacanza dalla propria storia. Pubblichiamo questo nuovo contributo perché non ci dimentichiamo mai della nostra storia e perché crediamo che conservarla significhi soprattutto continuare a raccontare le persone, le battaglie e le esperienze che l’hanno costruita.

Prosegue quindi il nostro viaggio nella storia della UILPOST padovana attraverso i ricordi e i documenti di Andrea Parisse.

Il testo è diponibile alla pagina “Pubblicazioni” oppure a questo link: https://www.crtonidestro.it/wp-content/uploads/2026/08/Andrea-Parisse-Parte-2.pdf

Se nella prima parte avevamo ripercorso le sue origini, l’arrivo a Padova e l’ingresso nell’Amministrazione postale, in questa seconda parte entriamo nel cuore della sua attività sindacale. Negli anni Ottanta la UIL Poste conobbe infatti a Padova una crescita straordinaria, arrivando per alcuni anni a essere il secondo sindacato della categoria, con circa 500 iscritti, mentre Andrea Parisse venne eletto rappresentante dei lavoratori superando CISL e CGIL.

Sono anni fatti di assemblee negli uffici postali di tutta la provincia, ricorsi presentati a tutela dei colleghi, battaglie per condizioni di lavoro migliori e contro quelle logiche clientelari che allora caratterizzavano una parte dell’Amministrazione. Il racconto restituisce anche tanti episodi concreti della vita quotidiana negli uffici postali: dalla manutenzione delle sedi alle modalità di distribuzione della corrispondenza e di organizzazione del lavoro straordinario.

Ma la storia di Andrea non si esaurisce nel sindacato. Troviamo anche il suo impegno per ottenere un nuovo ufficio postale a Mortise, l’attività nel Consiglio di Quartiere, l’associazionismo abruzzese e molisano, l’impegno civile e persino una lunga passione per la corsa, testimoniata da ben settantacinque medaglie.

Come sempre, il testo è accompagnato da numerosi documenti e fotografie d’epoca, che permettono di ricostruire non soltanto una vicenda personale, ma un pezzo della storia sociale e sindacale di Padova.

Buona lettura e buona fine d’estate!